Alcune note dagli scritti di Alfredo Bonomi

Alcune note tratte dagli ultimi scritti di Alfredo Bonomi riguardanti la nostra Rocca:

  1. Gli interventi effettuati all’interno si sono sostanzialmente mossi nell’alveo di una precisa scelta; quella di riportare le due chiese ad una unitarietà stilistica e precisamente, quella cinquecentesca. Sono state tolte le ridipinture della seconda metà dell’ottocento e quella del novecento che avevano occultato le eleganti fasce decorative cinquecentesche con motivi neobarocchi e neogotici.
  2. Il Cristogramma, caro a San. Bernardino da Siena, affrescato nella volta a crociera della volta inferiore, ci rimanda al fatto che il Santuario, fu la culla di una istituzione economica benefica e a vantaggio dei bisognosi e dei più poveri; il Monte di Pietà.
  3. La decorazione ad affresco del parapetto della lunga scala che porta alla chiesa superiore a quella inferiore rappresenta un drappo colorato a vivaci righe. Ciò richiama l’abitudine assai radicata nel 1400 e nel 1500 di coprire le pareti delle scale dei palazzi e dei castelli con pesanti tendaggi , anche per combattere il freddo.
  4. La scena del Cristo sul sepolcro tra San Girolamo e Sant’Antonio abate è nota nella storia dell’Arte come ; IMAGO PIETATIS, cioè la dolente figura del Cristo che sorge dal sepolcro, anche questo dettaglio ci riconduce all’istituzione del Monte di Pietà, iniziativa per combattere l’usura. La contemplazione della passione di Cristo doveva suscitare una reazione di compassione e l’imitazione dell’amore divino doveva poi essere tradotta nel fedele in concrete opere di carità verso i bisognosi e i sofferenti.

 

Il Santuario presenta  una tipologia architettonica molto complessa ed affascinante, sicuramente dovuta alla trasformazione che caratterizza la sua singolare storia. È proprio il fascino dell’asimmetria coniugato con il persistere della patina del tempo a dare alla Rocca di Sabbio, quel senso di poesia e di sacralità che dalle antiche pareti avvince il visitatore od il fedele.